Come trovare un lavoro che ami: 3 principi pratici

In questo articolo ti parlerò di tutto quello che ho imparato sul mondo del lavoro e condividerò con te 3 principi pratici per aiutarti a trovare un lavoro appagante e soddisfacente.

Pronto? Cominciamo!

“Cosa dovrei fare una volta finita la scuola?” Ecco cosa direi al mio me stesso di 4 anni fa

L’altro giorno ho partecipato ad un incontro di orientamento per dei ragazzi delle superiori.

È stata un’esperienza meravigliosa.

4 anni fa ho finito la scuola e da allora ho fatto le cose più disparate:

  • ho lavorato con Startup e proposto idee imprenditoriali a degli investitori nell’ambito dell’ecosostenibilità
  • ho fatto il cameriere nei weekend per pagarmi gli studi
  • ho lavorato come social media specialist con influencer per una media Agency italiana
  • ho provato ad avviare un’accademia online per valorizzare l’importanza di pensare, porsi delle domande e conoscere sé stessi, senza finanziamenti (e ho fallito miseramente)
  • dato il mio fallimento, ho continuando i miei studi e coltivato il mio interesse per l’ambito umanistico ed intellettuale divulgando su questo blog e attraverso il mio ebook
  • infine ho lavorato e (lavoro tuttora) in una multinazionale come cost analyst (in pratica analizzo i costi aziendali e decido i prezzi dei prodotti per essere più competitivi nel mercato, è figo e adoro i colleghi con cui lavoro!)

Questo bagaglio di esperienza, la sensibilità nei confronti dei giovani e il desiderio di condivisione mi hanno portato a vivere quell’incontro su Google Meet con estremo entusiasmo!

Guarda, questo ero io mentre ascoltavo gli altri relatori condividere il loro percorso.

Quando è arrivato il mio turno ho iniziato il mio discorso facendo una domanda molto importante:

Cosa vi aspettate da questo incontro?

Ho ascoltato le loro risposte e ne ho fornita anche io una mia personale, che desidero riportarti qui di seguito:

“Mi aspetto, o meglio mi auguro, che usciate da questo incontro con più domande che risposte.

Nessuna delle cose che condividerò avrà come obiettivo quello di darvi una soluzione pronta e impacchettata per voi, niente e nessuno dovrebbe farlo.

Al contrario, le domande accenderanno il vostro senso critico e vi permetteranno di navigare con più consapevolezza il viaggio della vita.

Dovete sapere che durante il mio percorso le domande sono state essenziali e adesso, nei minuti che seguono, desidero raccontarvi in che modo hanno cambiato la mia vita.”

Ho parlato per circa 8 minuti, ma avrei voluto parlare di più, molto di più!

Per questo motivo ho pensato di registrare un video e inserire al suo interno tutto quello che avrei voluto dire al mio me stesso di 4 anni fa, insicuro e disorientato riguardo al proprio futuro.

Il video è questo qui:

Spero che guardarlo generi in te più domande che risposte.

(Una volta guardato però mi raccomando, continua a leggere!)

Trovare un lavoro che ami: ecco perchè non dovresti seguire le tue passioni

Una delle cose di cui ho parlato ai ragazzi, e che mi piacerebbe approfondire, riguarda le passioni.

Suggerirti di non seguire i tuoi interessi potrebbe apparire controintuitivo, ma vedi, il punto è questo:

È difficile prendere decisioni definitive a lungo termine, poiché è probabile che in futuro la tua visione di ciò che vuoi cambierà.

Le tue passioni ed interessi attuali non rappresentano una base solida sulla quale prendere decisioni riguardo alla tua carriera, ed i motivi sono molteplici:

  1. La passione non è tutto

Puoi tranquillamente provare interesse per il lavoro che svolgi ma, se mancano altri fattori come:

  • competenza per la materia
  • impatto nei confronti del prossimo e coinvolgimento nei confronti della mission aziendale
  • libertà e responsabilità
  • crescita
  • varietà delle cose da fare
  • ambiente di lavoro positivo
  • un lavoro stabile e sicuro
  • un lavoro che ti porti a vivere uno stile di vita appagante

potresti comunque essere insoddisfatto.

“Fonte: University of Montreal and Canadian Census Data”

  1. Le tue passioni possono diventare un limite

Se sei interessato alla letteratura, è facile pensare che, per avere una carriera soddisfacente, dovresti diventare uno scrittore e ignorare altre opzioni.

Ma in realtà, puoi iniziare una carriera in una nuova area.

Se il tuo lavoro aiuta il prossimo, ti eserciti per diventare bravo, hai compiti coinvolgenti e lavori con persone che ti piacciono e ti stimolano, allora ti appassionerai.

Considera inoltre che molte persone di successo sono appassionate a ciò fanno, ma spesso la loro passione si è sviluppata insieme al loro successo, piuttosto che venire prima.

Amo citare l’esempio di Steve Jobs.

Steve Jobs, inizialmente appassionato al buddismo, è entrato nel mercato della tecnologia per poter guadagnare velocemente. Quando ha avuto successo, la passione per il suo lavoro è cresciuta, fino a farlo diventare il più famoso sostenitore del “fai ciò che ami”.

Piuttosto che avere un’unica passione, in realtà i nostri interessi cambiano spesso e più di quanto ci aspettiamo.

Ripensa a ciò che ti interessava di più cinque anni fa e probabilmente scoprirai che è molto diverso da ciò che ti interessa oggi.

Tutto ciò significa che hai più opzioni, per ricercare una carriera appagante, di quanto potresti pensare a prima vista.

Dona un contributo al mondo

Ok, è chiaro che non dovresti seguire ciecamente le tue passioni, ma ricercare un’ intersezione di diversi fattori (di cui abbiamo parlato prima) consapevole del fatto che la passione e l’interesse per una specifica tematica si svilupperanno a poco a poco.

Qui subentrano delle variabili ulteriori, ovvero l’impatto e il significato.

Si tratta di tematiche di cui ho parlato approfonditamente all’interno dell’articolo sulla ricerca del proprio scopo esistenziale (non temere: è una guida pratica per nichilisti e non ha nulla di motivazionale).

Al suo interno condivido degli step pratici per indagare il proprio mondo interiore e capire qual è il contributo che desideriamo dare al mondo.

A questo proposito: è importante concentrarsi sul diventare bravi in qualcosa che aiuti genuinamente il prossimo e contribuisca a rendere il mondo un posto migliore.

Sì, ma cosa?

Se hai già letto il mio articolo sulla ricerca di uno scopo, se hai seguito gli step e se cerchi altri consigli, beh qui di seguito voglio condividerne 3 più specifici riguardo la ricerca del lavoro.

Vediamoli insieme!

Tre principi pratici per trovare un lavoro che ami

Partiamo con il mio preferito

1 | Esplora e vai a caccia di personalità

Questo è un principio che ritengo SUPER prezioso.

Dobbiamo sempre ricordarci che le decisioni che prendiamo sono assoggettate alla nostra consapevolezza della realtà.

In altre parole: pensiamo e scegliamo sempre sulla base di ciò che conosciamo e riteniamo possibile.

Aprirsi a nuove possibilità e nuovi mondi può condurci verso strade inesplorate.

Solo a quel punto potremmo realmente prendere decisioni consapevoli.

Attraverso questo principio intendo dire proprio questo: esplora.

Esplora, abituati a pensare come non penseresti, sperimenta, interrogati, depreda personalità, usi e costumi diversi dai tuoi e costruisci la tua identità considerando tutte le opportunità possibili.

2 | Coltiva competenze trasferibili, flessibili e utilizzabili in più realtà lavorative

Quando siamo confusi, avvolti dal dubbio e dall’incertezza abbiamo bisogno di sperimentare, di capire e toccare con mano.

Durante il nostro percorso non importa quante volte proviamo, importa che ogni esperienza ci lasci competenze flessibili e utilizzabili in più contesti.

Ad esempio, cito tra le competenze più importanti:

  • persuasione e negoziazione
  • comunicazione scritta e a voce
  • management
  • analisi e problem solving

3 | Risolvi i problemi delle persone

Il miglior modo per trovare un lavoro che ami è concepire il mercato come espressione della legge naturale dove: domanda (bisogni delle persone) incontra offerta (prodotti e servizi).

Se iniziamo a ragionare in funzione del contributo che possiamo fornire al mondo, diventa molto più facile riuscire a collocarsi all’interno di un ambiente lavorativo.

Quale prodotto o servizio puoi mettere a disposizione delle persone per soddisfare un loro bisogno?

Ricorda:

Il lavoro dev’essere un gioco, un mezzo di espressione del nostro carattere in un mercato dove domanda (i bisogni delle persone) incontra offerta (le competenze che possediamo messe al servizio di una specifica categoria di persone).

Conclusione

Prima di arrivare alla fine di questo articolo ci tengo a consigliarti una risorsa estremamente preziosa che può aiutarti ad approfondire ognuna di queste cose.

Sto parlando del libro e della fondazione 80.000 hours.

Si tratta di una no profit che ha come obiettivo quello di aiutare le persone a trovare una carriera soddisfacente, così da permettere a ciascuno di vivere al meglio le 80 mila ore che impiegherà a lavorare durante la sua vita.

QUI trovi il sito della fondazione e QUI trovi il libro qualora volessi approfondire.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato,

Salvatore

CREDITS: la foto di copertina di questo articolo è Agnolo Bronzino – The adoration of the bronze snake – Google Art Project (27462065)

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Autore

ciao sono Salvatore Olivieri, scrivo riguardo a tematiche come filosofia, auto-analisi, mindset e miglioramento personale.

parlo di chiarezza, consapevolezza e conoscenza di sé.

in questo blog condivido il mio viaggio introspettivo.

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