Come trovare uno scopo nella vita: guida pratica per nichilisti

questa super guida è estratta dal mio ebook ed interamente pensata per permetterti di trovare il tuo scopo nella vita.

al suo interno ti aiuterò a comprendere chi sei, perchè fai quello che fai e ad agire in modo coerente con ognuno di questi elementi per trovare un posto all’interno del mondo lavorativo che soddisfi pienamente le tue ambizioni.

sei pronto? si comincia!

Oblio, incertezza ed ignoto

“Salvatore che cosa farai nella vita?”

la prima volta che mi sono seduto faccia a faccia con me stesso ponendomi seriamente questa domanda era il giugno 2017.

in quel periodo ero alle prese con l’esame di maturità, un evento che segnava l’entrata nel vero “mondo dei grandi”.

la cosa mi terrorizzava.

ero insoddisfatto e spaventato per il futuro, non avevo idea di cosa avrei fatto della mia vita e soprattutto non riuscivo a collocarmi all’interno di un contesto lavorativo.

si insomma che diavolo di lavoro avrei fatto per il resto della mia vita?!

il tempo continuava a scorrere non curante dei miei dubbi ed io mi lasciavo andare cullato dalle mie incertezze.

settimane dopo, stanco di essere la vittima, arrivo al punto di rottura e decido di cambiare la situazione.

trasformo la paura in coraggio e comincio ad interrogarmi, ascoltarmi e mettermi faccia ai quesiti che avevano spalancato le porte verso l’oblio.

qual è il mio scopo?  si insomma qual è la sola ed unica cosa per la quale vale la pena vivere?

con il tempo studiando “la scienza del perché” ho trovato risposta a queste domande e ho compreso cosa volevo fare della mia vita.

ed ora voglio spiegarti esattamente come puoi farlo anche tu seguendo la stessa metodologia di Simon Sinek

La scienza del perchè

Il perchè è lo strumento che può rendere chiaro ciò che è confuso e concreto ciò che è astratto.

tutto è iniziato quando ho conosciuto Simon Sinek: il pioniere del golden circle (quello qui giù)

questo viene definito il cerchio d’oro dei grandi leader ed espone una delle teorie comportamentali più affascinanti di sempre.

tutti sanno che cosa fanno (WHAT), un po’ meno sanno come lo fanno (HOW) ben in pochi invece sanno perchè lo fanno (WHY)

i grandi leader che hanno ispirato il cambiamento comunicano servendosi di questa legge universale: partendo dall’interno procedendo verso l’esterno

comunicando quindi il loro “perchè”, spiegando i “come” e approfondendo i “che cosa”

tutti gli altri invece procedono erroneamente dall’esterno verso l’interno.

ti faccio un esempio citando la comunicazione di apple:

apple comunica dall’interno verso l’esterno:

“In tutto quello che facciamo, il nostro credo è sfidare lo status quo. Il nostro credo è pensare in modo diverso. (WHY)

Il nostro modo di sfidare lo status quo è fare prodotti con uno splendido design, semplici da usare e user-friendly. (HOW)

E ci capita di fare degli ottimi computer. (WHAT)

Vuoi comprarne uno?”

se invece comunicasse erroneamente come fanno tutti gli altri, ecco come apparirebbe il suo messaggio:

“Facciamo degli ottimi computer. (WHAT)

Hanno uno splendido design, sono semplici da usare e user-friendly. (HOW)

E lo facciamo per sfidare lo status quo. Il nostro unico credo è quello di pensare in modo diverso. (WHY)

Vuoi comprarne uno?”

ok la differenza è evidente.

ma cos’ha a che fare tutto questo con la scoperta del nostro scopo?

allo stesso modo in cui i grandi leader ispirano il cambiamento comunicando il perché delle loro idee, tu stesso conoscendo i tuoi perché (ovvero i motivi di fondo che ti spingono ad agire) puoi rivoluzionare la tua vita.

prima però facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire perché questo tipo di comunicazione è molto potente e in che modo può cambiare il tuo modo di vedere le cose.

questa comunicazione porta decine di migliaia di persone a stare in fila davanti all’apple store il giorno dell’uscita dell’iphone per un unico motivo:

coinvolge una zona del cervello inconscia dettata completamente dall’irrazionalità, della quale non abbiamo il controllo.

facciamo un’analogia tra le varie parti del cerchio e il nostro cervello

in modo analogo il WHAT (che cosa) è la parte più esterna e superficiale della nostra persona e rappresenta le nostre scelte quotidiane, il nostro modo di agire.

l’HOW (come) rappresenta il modo in cui lo facciamo ovvero come ci sentiamo durante il processo: con passione, svogliati, entusiasti, felici, tristi, incazzati, ecc..

infine il WHY (perché) è una vera e propria bussola esistenziale che rappresenta il nostro scopo e ci porta a capire i motivi che ci spingono ad agire in ogni circostanza.

ma in che modo è possibile scoprirlo?

adesso te lo spiego attraverso una parola un po’ strana.

L’ingegneria inversa dell’io

probabilmente in questo momento non conosci il tuo scopo ma lui conosce te.

si sta già occupando da tempo di influenzare le tue emozioni e di spingerti ad agire in un certo modo.

per imparare a riconoscerlo e portarlo con noi nella vita di tutti i giorni è necessario però porsi alcune domande.

l’obiettivo è quello di raggomitolare la matassa esistenziale che ti ha portato ad essere quello che sei oggi:

mi spiego meglio.

Il WHY è come la tessera di un puzzle: scoprendo che aspetto ha la tua tessera, diventerà più facile capire quali altre tessere sono adatte alla tua e quali no, così potrai prendere decisioni più rapide e sicure.

il perché è la storia di come sei diventato ciò che sei e l’unico modo per venirne a conoscenza è quello di analizzare il tuo passato dipanando la matassa intricata dei ricordi alla ricerca dei fili più significativi

come ad esempio le esperienze che hai vissuto, le persone che hanno contato per te, quelle nella cui vita hai lasciato un segno e gli alti e bassi che hai attraversato

in questo modo puoi identificare alcuni schemi ricorrenti e capire esattamente qual è il tuo scopo.

adesso ti spiego step by step come farlo.

#1 Scava nel passato

il WHY di un individuo si forma nei primi vent’anni della sua vita.

per scoprire il tuo dovrai passare in rassegna i ricordi più significativi – i momenti cruciali della tua vita – e analizzarli per cercare un legame.

rievocando i particolari, le sensazioni, i dialoghi, ciò che hai imparato ti fornirà gli indizi necessari per scoprire chi sei veramente e qual è il tuo scopo.

dovrai solo farti venire in mente più ricordi possibile.

quanti? diciamo almeno una decina.

a questo punto, scegline cinque o sei che hanno inciso di più sulla tua vita e mettili per iscritto cercando di essere il più precisi possibile.

#2 Individua i temi ricorrenti

man mano che setaccerai i ricordi e li condividerai, cominceranno a delinearsi alcuni tematiche e intuizioni su te stesso a cui non hai mai fatto caso prima d’ora.

e andando avanti alcune di queste “pepite” cominceranno a sembrarti più luminose delle altre.

ti sembreranno più grandi, più significative.

saranno così luminose da farti esclamare: “ehi, questo sono io, è proprio così che sono fatto!”

sarà su questi temi che si fonderà la tua dichiarazione del WHY.

sarà quel punto che potrai applicare la formula.

#3 – applica la formula

ora che hai in mano un paio di pepite luccicanti, sei pronto per formulare la tua dichiarazione di WHY.

la dichiarazione dovrà essere:

  • semplice e chiara
  • facilmente attuabile
  • incentrata sull’effetto che le tue azioni produrranno nelle vite degli altri
  • espressa in un linguaggio affermativo e che ti rappresenti.

dovrà assumere una forma di questo tipo:

il primo spazio bianco corrisponde al contributo che dai alle vite degli altri.

il secondo spazio bianco corrisponde all’impatto prodotto dal tuo contributo.

ti aspettati un papiro di quindici paragrafi? e invece no, basta una frase.

in una frase è più difficile essere evasivi o nascondersi dietro un linguaggio fumoso.

una frase è la misura perfetta. una frase è più sincera.

se riuscirai a racchiudere il tuo WHY in una sola frase, avrai maggiori possibilità di ricordarlo, e anche di agire di conseguenza.

a questo punto la tua dichiarazione potrebbe essere una cosa di questo tipo:

«portare a termine i progetti in anticipo e spendendo meno del previsto (contributo), PER ottenere una promozione e mettere da parte i soldi necessari per mandare i miei figli all’università (impatto)

pensi sia corretto? io dico di no.

la dichiarazione del WHY è molto più profonda. è qualcosa di immutabile e che coinvolge sia la sfera privata che lavorativa.

è sia il motivo per cui sei bravo nel tuo lavoro, sia la ragione per cui i tuoi amici ti vogliono bene.

non esiste un WHY privato e un WHY professionale: ovunque ti trovi sei sempre te stesso, in qualunque circostanza.

il tuo contributo non è né un prodotto né un servizio, è il nucleo attorno al quale fai ciò che fai – le decisioni che prendi, i compiti che svolgi, i prodotti che vendi – converge tutto, per generare l’impatto che desideri.

il WHY è la storia di come sei diventati ciò che sei, è la somma di tutte le esperienze vissute durante gli anni della tua formazione, delle cose che hai imparato, dell’impronta lasciata dai tuoi insegnanti e di tutto ciò che hai fatto.

l’unico modo per scoprirlo è attraverso i racconti delle esperienze che hanno lasciato un segno nella tua vita e hanno contribuito a renderti la persona che sei adesso.

ascoltati e impara a riconoscerlo perché il tuo WHY conosce già te.

nel mio caso fin da ragazzino amavo ascoltare e aiutare gli altri, la costante del mio percorso è sempre stata l’introspezione e passavo ore e ore a leggere libri di psicologia e crescita personale.

per questo il mio WHYè aiutare le persone a sviluppare una completa conoscenza di sé (contributo)PER dar vita ad una generazione di persone libere, consapevoli 

e pensanti (impatto)

ma non è sempre stato così chiaro, anzi tutto il contrario!

all’inizio era un WHY totalmente intangibile che perseguivo day by day e che mi dava semplicemente gioia ed entusiasmo.

con il tempo scoprendo il web, l’imprenditoria e le startup è nato il desiderio di aprire un blog e scrivere, di aprire un canale YouTube e far video, di condividere e divulgare.

poi è nato questo libro e con il tempo spero nascerà un’accademia dell’intelletto umano per aiutare le persone a coltivare il valore del pensiero, l’importanza di porsi delle domande per conoscere se stessi e porre rimedio al disordine esistenziale dell’essere umano, che lo rende confusoinconsapevole e senza una meta.

è stata tutta una cosa sequenziale.

è un gioco di coerenza, cose che si incastrano, momenti che vividomande che ti poni e risposte che ti dai.

è sempre così.

inoltre ci tengo a dirti una cosa: la più importante di tutte.

non prendere troppo sul serio il tuo scopo.

uno scopo non è altro che il vero contributo che si desidera dare ma non esiste un vero scopo esistenziale.

vedi la vita, intrinsecamente, non ha alcun senso.

citando Harari:

“l’universo è un processo cieco e senza scopo, colmo di strepito e furore, ma che in pratica non significa nulla.”

siamo computer organici estremamente complessi e ci annichilisce pensare che la vita in realtà sia priva di significato.. eppure è così liberatorio.

fermati un secondo ad esplorare la leggerezza di questa assenza di significato, qualsiasi cosa farai puoi rilassarti: guardati intorno ed esplora la pace.

inoltre nulla ha senso? fantastico allora può avere qualunque significato e sei proprio tu a poterglielo attribuire.

la mia missione è quella di aiutare le persone confuse, avvolte dal dubbio e dall’incertezza ad avere più chiarezza, è vero.

ma in realtà questo è soltanto il grande contributo, la grande vocazione che sento di voler dare alla società in cui vivo.

il mio scopo è divertirmi e godermi la vita.

NO, non nel modo convenzionale con cui etichettiamo il divertimento oggi, ovvero facendo cazzate e fregandomene di tutto.

semplicemente stando bene, vivendo con entusiasmo, godendomi sia le cose belle che quelle brutte:insomma, semplicemente vivere e fare esperienza della vita.

indaga il tuo passato, decodifica il tuo scopo, ma tieni a mente tutto questo.

la vita è un gioco.

crescere, ottenere di più, superare i propri limiti non è necessario al conseguimento della felicità, ma è ciò che rende la vita dannatamente interessante.

non prenderti troppo sul serio.

lo dico sia a te che a me stesso ogni singolo giorno.

non prendere troppo sul serio il tuo scopo.


questo articolo è tratto dal mio ebook: al suo interno condivido tutto quello che ho imparato negli ultimi 7 anni, aiutando il lettore a capire perchè non riesce a dare una direzione alla sua vita e permettendogli di ritrovare la chiarezza nel lavoro, nello studio, nella vita

ecco una breve testimonianza:

testimonianze, opinioni e pareri su Salvatore Olivieri

CREDITS: la foto di copertina di questo articolo è Leopold Munsch – Group of mountain climbers beside

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Autore

ciao sono Salvatore Olivieri, scrivo riguardo a tematiche come filosofia, auto-analisi, mindset e miglioramento personale.

parlo di chiarezza, consapevolezza e conoscenza di sé.

in questo blog condivido il mio viaggio introspettivo.

chi è Salvatore Olivieri

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