Come forgiare un intelletto libero, consapevole e pensante: Il mio metodo

In questo articolo ti presenterò il mio personale incubatore delle teorie esistenziali.

Si tratta del metodo che utilizzo per mettere in discussione credenzeconvinzioni e punti di vista sulla realtà e scegliere e validare accuratamente gli elementi da aggiungere alla mia personale visione del mondo per costruire un intelletto libero, consapevole e pensante.

(Tieniti forte perchè è l’arma segreta del mio paradigma!)

Iniziamo!

Il riciclo delle credenze: da quanto sei convinto di quello di cui sei convinto?

Lascia che ti faccia una domanda:

Da quanto sei convinto di quello di cui sei convinto?

Pensaci e presta attenzione perché rimanere lì dove sei esplorando un solo punto di vista ti renderà cieco.

Vai alla ricerca di chi oserà smentire le tue tesi, convivi con la consapevolezza che in realtà non esiste giusto e sbagliatoe che le tue verità sono solo convenzioni.

Permetti a questa consapevolezza di alleggerire la tua quotidianità, infondo non devi più difendere a spada tratta le tue argomentazioni: sono solo prospettive.

Interrogati, metti in discussione, fai collidere diversità e distruggi per creare.

Farlo non è necessario al conseguimento della felicità, ma è ciò che renderà la vita dannatamente interessante e ti permetterà di comprendere, nelle sue molteplicità, il mondo intorno a te.

Ed infondo, questa è la metafora dell’esistenza.

Perseguire questo viaggio di scoperta non è semplice: occorrono strumentiprincipi e modelli mentali collaudati da seguire.

Nel tempo ho avuto modo di svilupparne di miei e creare un vero e proprio metodo per mettere in discussione credenzeconvinzioni e punti di vista sulla realtà e scegliere e validare accuratamente gli elementi da aggiungere alla mia personale visione del mondo.

Qui di seguito mi piacerebbe condividere con te (in modo estremamente metodico) il mio processo step by step per aiutarti a costruire un intelletto libero, consapevole e pensante.

#1 Il pensiero critico e la saggezza del dubbio

Viviamo in un’era estremamente polarizzante.

Siamo bombardati da informazioni di ogni genere che tendono a farci schierare e ci portano a seguire ciecamente una fazione.⠀

Le notizie e i giornali sentenziano indirettamente: “sposa la verità 1 e combatti la verità 2”.

Siamo così fedeli alle nostre convinzioni che le assecondiamo comportandoci esattamente in questo modo..

…seppur dimenticando che per ogni tesi con argomentazioni valide, esiste una tesi uguale e contraria, che smentisce quanto crediamo e che in questo momento non stiamo considerando.

Questa è la cecità del 21º secolo.

La censura non opera bloccando il flusso di informazioni, ma inondando le persone di disinformazione e distrazioni e cercando di essere quanto più polarizzante possibile.

Siamo vittime di questi subdoli condizionamenti perchè desideriamo certezze, vogliamo avere ragione e tutto il resto non ci importa.

In realtà l’unica cosa di cui avremmo realmente bisogno è stare nel mezzo.

Esplorare il dubbio ed i quesiti.

Vivere nella domanda abbracciando l’incertezza e la possibilità che, in realtà, tutto quello di cui siamo convinti sia falso.

Un briciolo di niente, alimentato da un ego narcisista, che può essere smentito nel giro di qualche secondo.

Ma perchè dovremmo vivere nel dubbio?

Ne abbiamo bisogno perchè l’umiltà è l’unico mezzo per perseguire il progresso, evolverci come esseri umani e vincere le nostre stesse convinzioni.

Perché come dico sempre:

Se non ci abituiamo a mettere in discussione quello che crediamo, i nostri cosiddetti ragionamenti cercheranno argomenti solo per sostere quello di cui siamo già convinti.

Il dubbio è saggezza e viverlo è l’unico modo per avere certezze e costruire una realtà dove coesiste diversità e ascolto.

Per riuscire in questa impresa e vivere al meglio questo processo è fondamentale sviluppare senso critico e capacità di giudizio.

Prendiamo due esempi e mettiamoli a confronto.

  1. Persona normale — Giudica le informazioni in base alla fonte, al canale e in che misura si adatta a ciò in cui crede già. Esempio: “Era al telegiornale, deve essere vero.” “Il governo non mentirebbe.”
  2. Pensatori critici: Giudicano le informazioni in modo critico mettendole in discussione e sfidandole, indipendentemente dalla loro fonte. Esempio: “I medici, il governo e le notizie dicono che il fumo non fa male alla salute, come fanno a saperlo? Dove sono i dati?”

Le persone che padroneggiano capacità di senso critico, sono estremamente attente a ciò che credono essere vero e analizzano in modo spietato, informazioni e fatti e soprattutto controllano accuratamente gli elementi da aggiungere alla propria personale visione del mondo.

“Il primo e più grande compito del filosofo è testare e separare le apparenze e non agire su nulla che non sia stato collaudato dalla propria capacità di giudizio.”

Ok tutto bello ma vuoi sapere una cosa?

Questo sono sempre state due cose in cui ho fatto super schifo ahaha.

Dico davvero!

Mi ritengo un grande ascoltatore, il mio problema però è che tendo ad ascoltare tanto, immergendomi nei mondi altrui e facendomi influenzare anche troppo da essi.

Come dice lo psicologo clinico Jordan Peterson:

“L’ascolto è pericoloso. Se davvero capisci una persona in questo modo, se sei disposto a entrare nel suo mondo privato e a vedere la vita come lui o lei la vede, corri il rischio di cambiare. Puoi cominciare a vederla come quella persona e a percepirne l’influenza sui tuoi comportamenti o sulla tua personalità. Il rischio di venire cambiati è una delle prospettive più spaventose di fronte alle quali la maggior parte di noi si può trovare.”

Mi capita davvero spesso.

Parte della filosofia stoica consiste proprio nel coltivare la consapevolezza che ci permette di fare un passo indietro e analizzare i nostri sensi, dubitando della loro accuratezza e procedendo solo con quelli positivi e costruttivi per la nostra vita.

Negli ultimi mesi questo tipo di filosofia mi ha permesso di studiare ed estrapolare 5 principi step by step fondamentali per sviluppare senso critico.

Vediamoli assieme!

1 | Comprensione

Il primo step è correlato alla comprensione della realtà e di tutto ciò che ci circonda.

La prima cosa da fare per comprendere accuratamente le cose intorno a noi è eliminare noi stessi.

Si hai capito bene: eliminare noi stessi, diventare un punto di vista imparziale, un osservatore esterno della situazione e non un partecipante.

Se sei un partecipante di una situazione, non puoi davvero pensare chiaramente perché ci sei dentro, quindi devi allontanarti, guardarti e guardare gli altri partecipanti in terza persona.

A quel punto puoi procedere facendo un ulteriore passo e rimuovendo il senso d’identità delle cose.

Cosa voglio dire con questo?

Ciò che intendo è che, finché vediamo le cose come persone, volti, esseri umani e cose, allora è quasi impossibile essere obiettivi perché le nostre percezioni possiedono tanti pregiudizi.

L’obiettivo è quello di creare una comprensione astratta delle cose, decontestualizzando il loro senso d’identità.

Facciamo un esempio.

Ipotizziamo che io desideri comprendere appieno le interazioni e le relazioni che esistono tra me e il mio amico Giorgio.

Invece di considerarmi come Salvatore e considerare il mio amico come Giorgio devo al contrario creare due scatole immaginarie (una per Salvatore e una per Giorgio) e a quel punto osservare le relazioni che esistono tra loro.

Quindi Salvatore ha detto questo, poi Giorgio l’ha detto questo a Salvatore, poi Salvatore ha fatto questa azione, e poi Giorgio ha fatto questa azione. Capisci?

In questo modo stiamo guardando gli elementi coinvolti, che sono i diversi pezzi nelle informazioni, e le relazioni dei diversi flussi di informazioni o azioni che mettono insieme questi oggetti in una situazione.

E’ un modo per decontestualizzare qualsiasi percezione delle cose valorizzando l’analisi lucida, chiara e oggettiva.

A questo punto, dopo aver ricevuto le informazioni in modo imparziare e astratto, si procede cercando di identificare e riconoscere.

Ecco i punti steo by step che seguo:

  • Identifica gli oggetti: quali persone o cose stanno parlando e che parole stanno utilizzando?
  • Identifica la correlazione: in che modo sono correlate tra loro le cose?
  • Identifica le tempistiche: quando e che cosa rende le cose interconnesse tra loro?

Successivamente procediamo filtrando le nostre percezioni:

  1. Semplifica: elimina tutti i discorsi intricati ed ogni cosa ambigua.
  2. Rimuovi ogni emozione ed ogni tipo di emotività dall’equazione.
  3. Elimina i pattern ricorrenti: ogni volta che stai per entrare in un loop di interpretazione automatica eliminalo

STOP

Rianalizziamo da un’altra prospettiva tutto quello che abbiamo appena visto.

Stiamo per ricevere un’input (un’informazione) e l’obiettivo è quello di captarlo nel modo più oggettivo possibile per questo motivo ci serviremo di imparzialità e astrazione.

L’input arriva nella nostra mente e a quel punto andiamo ad indentificarlo e riconoscerlo analizzando oggetticorrelazioni e tempistiche.

Infine lo filtriamo semplificando, rimuovendo le percezioni emotive ed eliminando i un loop di interpretazione automatica.

Questo è il primo grande step per coltivare un’accurata comprensione della realtà e sviluppare senso critico ma non è finita qui.

Ho cercato di delineare come riuscire a pensare e schematizzare ogni singolo processo percettivo di analisi della realtà.

Per questo, nelle righe che seguono, troverai altri strumenti collaudati che aiuteranno a prenderti cura del tuo intelletto.

Proseguiamo.

2 | Analisi

Una volta che abbiamo rimosso molti dettagli caotici e abbiamo una percezione chiara dei diversi oggetti e delle relazioni di causa-effetto, possiamo proseguire analizzando tutto quello che viene detto all’interno di un discorso, cercando di identificare ciò che l’argomento è a favore o contro e identificando i suoi componenti principali.

Ecco alcuni passaggi che tendenzialmente seguo in modo sequenziale:

  1. Esamina e identifica le diverse argomentazioni
  2. Esamina le richieste: cosa vuol essere fatto fatto passare per “vero”?
  3. Esamina la premessa: quali sono le prove che supportano l’affermazione?
  4. Esamina le conclusione: si tratta di un’affermazione che è supportata dalla premessa.. qual è la conclusione a cui si vuole tendere?
  5. Giudica: determina la validità o l’invalidità della tesi
  6. Procedi creando una visione d’insieme: analizza i diversi punti di vista e costruisci una realtà basata sul loro ascolto.
  7. Infine esamina le motivazioni: identifica ognuna delle diverse parti cercando di capire quello che vogliono ottenere, e quali benefici otterranno divulgando questa credenza.

Sembra un processo complesso, intricato e ostico ma posso assicurarti che non lo è.

L’ho volutamente schematizzato in questo modo per permetterti di adoperarlo al meglio seguendo in modo sequenziale i vari step.

Prova piano piano a seguire questa metodologia, cerca di capire in quale parti hai più difficoltà e cerca, attraverso l’esperienza, di dedicarvi tempo e attenzione.

3 | Errori percettivi

Hai presente come funziona un filtro?

In pratica c’è una camera d’ingresso dove un materiale sporco entra e incontra un elemento filtrante che ha il compito di trattenere le impurità e far si che il materiale continui il suo percorso in modo pulito.

In questo step faremo esattamente questo, filtrando le tue percezioni dalle impurità (che in questo caso sono i tuoi bias cognitivi, ovvero gli errori di percezione della realtà).

Sebbene abbiamo già cercato di filtrare le informazioni in ingresso durante la comprensione della realtà, alcuni input rimangono comunque impregnati da pregiudizi e fallace di ragionamento.

Tenteremo di liberarcene come sempre in modo sequenziale.

Ecco il processo di filtrazione che eseguo:

  1. Autorevolezza: Non concedere privilegi di autorità quando si analizzano le informazioni, diffida da esse e sii cauto.
  2. Consenso: Non pensare che una cosa sia corretta solo perchè la massa ci crede.
  3. Popolarità: Non associare la popolarità all’accuratezza, analizza i dati.
  4. Culturareligione e politica: Analizza le informazioni lontano dai bias che ognuno di questi ecosistemi porta con sé.
  5. Te stesso: Elimina te stesso dall’equazione, tutto quello che fai e che sei non deve influenzare il processo di decision making.
  6. Le tue emozioni: Tieni fuori l’emotività dalla logica.

Una volta fatto questo possiamo procedere diventando dei veri e propri ispettori.

4 | Indagine e quesiti

Proseguiamo appunto trasformandoci in Sherlock Holmes e scendendo in profondità attraverso il potere dei quesiti.

Continua quindi a fare domande ed indagare la realtà.

Ecco alcuni esempi che utilizzo periodicamente:

Come forgiare un intelletto libero, consapevole e pensante: Il mio metodo

5 | Problem Solving

Infine, se attraverso indagine e quesiti, non abbiamo trovato nulla di anomalo possiamo proseguire oltre (adoperando gli altri strumenti che troverai successivamente).

Altrimenti se vogliamo indagare ulteriormente la realtà possiamo servirci della legge dei 5 perchè: si tratta di un framework per la risoluzione dei problemi che è estremamente semplice ed efficace.

Si inizia identificando chiaramente la dichiarazione del problema e poi chiedendo “Perché?” 5 volte (o più) fino a quando non si identifica la causa principale.

Come forgiare un intelletto libero, consapevole e pensante: Il mio metodo

Questo è anche un metodo estremamente prezioso per verificare se quando qualcuno parla è realmente competente e ha analizzato a fondo quello che dice.

Se riesce ad andare in profondità in tutti e 5 i perchè allora vuol dire che sa quello che sta dicendo, se invece al contrario arriva subito a sentenziare “perchè si” allora ha semplicemente accettato quella verità avendola imparata da qualcun altro.

In quel caso potremo scartare immediatamente quell’input come scadente per il nostro intelletto.

Questo è tutto il processo che seguo per riuscire a sviluppare senso critico e filtrare input e percezioni della realtà, che potrebbero, malauguratamente, entrare immediatamente nel mio sistema di credenze e influenzare negativamente la mia vita.

Ricorda:

Ogni tuo risultato deriva dalle tue azioni e le tue azioni nascono dalle tue intenzioni che sono frutto della tua mente. Ancor più di ciò che fai è importante ciò che pensi. La mente è padrona della realtà.

Continuiamo con il secondo strumento per destrutturare la realtà in tutti i componenti che la caratterizzano.

#2 Principio Primordiale, componenti e variabili

L’arma che stiamo per esplorare in questo punto l’ho rubato a Elon Musk e in inglese si chiama “First principles thinking”.

Si tratta di un metodo scientifico per ridurre un processo alle parti fondamentali che sai essere vere, e poi iniziare costruire da lì.

Prendiamo come esempio un ragionamento ordinario e una scomposizione in “first principles” e mettiamole a confronto.

  1. Ragionamento ordinario — Immagina di avere tre cose: un motoscafo con uno sciatore dietro, un carro armato militare, una bicicletta. Cosa hai ottenuto? La maggior parte delle persone direbbe le tre cose sopra identificate. Questo è il pensiero normale.
  2. Scomposizione in “first principles” — Usando il “first principles” qualcuno potrebbe rispondere “Abbiamo una motoslitta” poichè scomponiamo questi tre elementi nelle loro parti costitutive.

Motoscafo: Motore, scafo di una barca e un paio di sci. Carro armato: Gradini di metallo, piastre di armatura e una canna per sparare.

Bicicletta: Manubrio, ruote, cambio e sella.

Motoslitta = Manubrio + sella dalla bici + gradini metallici dal serbatoio + il motore e gli sci dalla barca.

Hai capito come funziona?

È una figata pazzesca perchè riesci a vedere tutte le componenti e le variabili che costituiscono un insieme e scambiarle tra di loro per creare qualcosa di nuovo.

Si tratta di un principio straordinario per creare innovazione.

Lo adopero moltissimo per scomporre tutto ciò che analizzo e decodificarne i principi che le caratterizzano per capire esattamente come funziona ogni cosa.

Ad esempio quando qualcuno mi parla di disturbi legati al sonno (una tematica che io conosco estremamente bene) io so che il sonno è caratterizzato da un’insieme di variabili:

Sonno = 8/9 ore di sonno + ritmo circadiano + stanza buia con circa 18-20° + ambiente secco, confortevole e silenzioso + mindfulness + NO luci blu prima di dormire + digiuno 3-4 ore prima di dormire + NO allenamento 3-4 ore prima di dormire + doccia calda prima di dormire

Quando una persona mi dice che non è riuscita a dormire bene io so per certo che non ha curato una di queste componenti.

Alcune di queste hanno a loro volta altri sottoinsieme ed è lì che il gioco si fa divertente.

Pensa che attualmente sto lavorando per riuscire a schematizzare in “first principles” tutte le variabili della mia vita per conoscere sempre i principi che le caratterizzano e approcciarmi adesso in modo sistematico.

Ci vorrà sicuramente un po’ di tempo, intanto ti consiglio di utilizzare questo strumento e iniziare a vedere ciò che ci circonda come un’interconnessione di moltissime cose e scomporre quanto possibile nelle sue componenti primordiali l’essenza di un concetto, di un’idea e di un’interpretazione.

Vedrai cose che gli altri non vedono.

#3 Il metodo scientifico: Galileo Galilei come alleato

A questo punto è arrivato il momento di tirare fuori l’artiglieria pesante e chiedere supporto al buon Galileo Galilei.

Un altro degli strumenti che adopero per analizzare la realtà è proprio il metodo scientifico o metodo sperimentale.

Si tratta della modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile, insomma uno strumento immancabile per indagare la realtà.

Mi approccio a questa metodologia come un vero e proprio scienziato e parto in questo modo:

  1. Osservazione: Osservo la realtà intorno a me attraverso degli esperimenti individuali, dei pensieri che ho formulato e delle letture/studi che ho svolto.
  2. Quesiti: Indago i fenomeni attraverso domande ed indagini di ogni tipo.
  3. Formulo ipotesi: Quali sono le cause generali del fenomeno di cui mi sto interrogando? La risposta a questa domanda mi permetterà di enunciare un’ipotesi.
  4. Faccio delle previsioni: Se la mia ipotesi è corretta allora dovrei aspettarmi a, b, c..
  5. Esperimenti: I dati che mi permetteranno di trarre delle conclusioni richiedono test accurati per cui cerco di lavorare su variabili singole, concentrarmi sull’accuratezza dei dati e fornire un’analisi dei feedback estremamente oggettiva.
  6. Risultati: ****Al fine di validare gli esperimenti che ho svolto è importante che il risultato sia replicabile più volte pertanto è bene accertarsi che non si tratti di un caso una tantum.
  7. Interpretazione e conclusione: Al termine del processo verifico se l’ipotesi è confermata. Se non lo è ricomincio il giro e formulo una nuovo ipotesi attraverso i feedback che ho tratto, se invece lo è procedo svolgendo ulteriori esperimenti e formulando delle teorie che diventano poi dei principi applicabili in più circostanze.
Come forgiare un intelletto libero, consapevole e pensante: Il mio metodo

Lo sviluppo dei principi ci porta alla creazione di una nostra personale teoria unificata della realtà e al termine di questo articolo.

Interconnessione del modello mentale

Ci siamo, quello che hai appena visto è il mio personale incubatore delle teorie esistenziali.

Ogni volta che devo analizzare credenzeconvinzioni e punti di vista sulla la realtà svolgo questo attento ed accurato processo di analisi.

Negli anni attraverso questa metodologia sono riuscito ad analizzare svariati fenomeni e costruire un mio personale paradigma lontano dalle convenzioni comuni e dalle influenze di giusto e sbagliato della società.

Ho dato vita ad una teoria unificata della realtà: ovvero l’insieme di teorie, principi, osservazioni e modelli mentali della realtà.

E da oggi tu puoi fare lo stesso.

Non ci vorranno semplicemente alcuni giorni per analizzare e creare il tuo personale paradigma.

Assolutamente no!

Si inizia (come abbiamo visto in questo articolo) prendendo coscienza di come concettualizziamo il mondo e poi si procede criticando i propri modelli mentali, aggiungendone altri, riconciliandoli e cercando di migliorarli sempre attraverso umiltà e ascolto.

La fine di questo articolo è l’inizio della creazione di un intelletto liberoconsapevole e pensante.

Il mio sogno è sempre stato quello di contribuire a questo grande disegno di risveglio dell’intelletto umano.

Spero che gli strumenti che da oggi possiedi ti siano di aiuto e di ispirazione nel tuo viaggio.

Grazie del tempo che mi hai dedicato.

Salvatore.

CREDITS: la foto di copertina di questo articolo è “BrainChain” Willem den Broeder 2001

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Autore

ciao sono Salvatore Olivieri, scrivo riguardo a tematiche come filosofia, auto-analisi, mindset e miglioramento personale.

parlo di chiarezza, consapevolezza e conoscenza di sé.

in questo blog condivido il mio viaggio introspettivo.

chi è Salvatore Olivieri

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